ORA LA PAROLA AL PARLAMENTO, MA LA RIFORMA NON È SOLO ART. 18
Sono arrabbiato. Siamo il paese con le retribuzioni più basse d’Europa. Abbiamo record negativi per quanto riguarda l’occupazione femminile, per quella giovanile e per quella degli over 50. Abbiamo un numero di disoccupati “senza speranza” (quelli cioè che un impiego hanno smesso pure di cercarlo) che non ha uguali nel vecchio continente. Registriamo una sorta di vero e proprio apartheid fra chi è dentro e chi è fuori dal sistema delle tutele (circa otto milioni di lavoratori contro dieci); e sono per esempio out interi settori come l’editoria, l’università e la ricerca. Abbiamo lavoratori, anche nel settore pubblico, che pur svolgendo fianco a fianco lo stesso lavoro non guadagnano allo stesso modo e hanno garanzie ben diverse gli uni dagli altri. La differenza? Uno è un dipendente assunto regolarmente, l’altro è invece un precario o un lavoratore di una cooperativa che svolge il servizio in appalto. Siamo contenti così?
Finalmente abbiamo un Governo che tenta di mettere in campo delle soluzioni, con l’obiettivo di arginare fenomeni come le false partite IVA, i falsi co.co.pro, lo sfruttamento degli stagisti. Non solo. Con la riforma proposta si va a demolire l’associazione in partecipazione e si fa giustamente costare di più il lavoro a tempo determinato rispetto a quello stabile.
Strumenti perfettibili, certo! Il Parlamento farà ora la sua parte
Con l’apertura di tre gruppi di lavoro in Consiglio regionale, prende finalmente il via un percorso per dare ai cittadini toscani un migliore e più funzionante assetto istituzionale. “Programmazione”, “Statuto e regolamento” e “legge elettorale” sono i temi che saranno affrontati e che andranno a formare un unico pacchetto di riforme. Come rappresentante del PD, porterò il mio contributo all’interno del gruppo di lavoro chiamato ad elaborare una proposta per le necessarie modifiche da apportare allo Statuto regionale e al regolamento del Consiglio. Occorre procedere senza esitazioni e
Il Parco di San Rossore rischia di essere una grande occasione persa per il nostro territorio, per un rilancio di una seria politica ambientale e per una vera promozione del turismo sostenibile. Usciamo da anni di gestione conservatrice dell’Ente Parco durante i quali gli amministratori sono riusciti nel capolavoro di non spendere una montagna di risorse pubbliche destinate agli investimenti, basti pensare che giacciono nelle casse dell’Ente oltre 10 milioni di euro. Il Parco si è caratterizzato per un’accentuata funzione di dissuasione nei confronti di qualsiasi iniziativa economica, in particolare nel settore agricolo. Un esempio per tutti, l’assurdo divieto di raccolta del tartufo: tutti sanno che se c’è un’attività compatibile e rispettosa del terreno è sicuramente questa.
Occorreva una svolta. L’occasione dei rinnovi del presidente e del consiglio direttivo poteva essere importante
In pochi mesi sembra cambiato il mondo. Dopo anni di immobilismo, di riforme annunciate e mai realizzate, il governo di Mario Monti sta provando a sciogliere, uno dopo l’altro, tutti i nodi irrisolti del nostro paese: Pensioni, Welfare, Lavoro, Liberalizzazioni, costi della politica.
Finalmente sembrano caduti tutti i tabù. In pochi mesi per esempio si é dimostrato che con la lotta all’evasione fiscale si può davvero pensare di abbassare le aliquote ai redditi più bassi. Insomma, sacrifici sì, ma mirati ad una prospettiva di maggiore equità e di maggiori opportunità.
Per il Pd poi questa nuova fase politica rappresenta una vera e propria prova di maturità. Ora il Pd ha l’occasione per dimostrare di essere all’altezza delle parole che dichiara al centro della propria idea di economia: “liberalizzazioni”, “merito” e “concorrenza” però non stanno insieme con i conservatorismi di categoria e con le protezioni corporative. Dobbiamo scegliere.
Da qualche parte è iniziato il refrain: “Monti significa la sconfitta della politica”. Non è vero! Monti non mette in crisi la politica, bensì mette in crisi l’idea di una politica conservatrice
A PISA “ENERGIA 2012” LA FIERA DELLE ENERGIE RINNOVABILI
Sabato 18 febbraio ho partecipato a Pisa al convegno dedicato all’agricoltura e alle prospettive tecnologiche al servizio delle fonti rinnovabili tenuto all’interno di Energia 2012, la fiera delle energie rinnovabili. È un momento molto difficile per la nostra agricoltura. Mentre in Europa il reddito medio degli agricoltori aumenta nel 2011 di oltre il 6% (addirittura del 14% in Germania), in Italia è inferiore a quello del 2005. ).
Occorre accrescere la possibilità al nostro settore agricolo di contribuire a ridurre l’importazione energetica dall’estero (pari all’80%) investendo su Fotovoltaico, Biogas, Biocarburanti e Biomasse.
Nonostante tutte le difficoltà operative che abbiamo in Italia, grazie alle bioenergie si produce l’equivalente di 6,2 milioni di barili di petrolio. Purtroppo molti mettono in contrapposizione l’agricoltura “food”, destinata alla produzione di alimenti, e quella “non food”, rivolta alla realizzazione di colture a destinazione non alimentare. ). I numeri dicono che non è questo il tema
PONTEDERA: iniziativa Unione comunale PD
c/o sede del PD,
via Leopardi, 13
23 Maggio 2012
9.30
FIRENZE: 2^ Commissione consiliare
Agricoltura e Sviluppo Rurale
c/o Palazzo Panciatichi
via Cavour, 2
24 Maggio 2012
10.30
FIRENZE: Commissione istituzionale per le politiche comunitarie e gli affari internazionali
c/o Palazzo Panciatichi
via Cavour, 2
24 Maggio 2012
21.15
CASTELNUOVO: iniziativa Unione comunale PD
c/o sede del PD
Super Tuscany In questo libro ho raccolto molte delle mie esperienze politiche di questi ultimi anni. Se non
ti è capitato fra le mani, poi sempre scaricalo da qui. Buona lettura.